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Toscana
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TRADIZIONI POPOLARI
La Merca La "merca" era nel passato una vera e propria cerimonia.
Durante il mese di maggio, censiti dai "bestiai", i vitelli
d'annata venivano immessi in un labirinto di mandrioli per
dare poi inizio di fronte alle autorità della città, alla
merca, con la quale puledri e vitelli entravano ufficialmente
nella mandria. Mentre un lungo ferro con in cima il marchio
del padrone veniva arroventato, uno dei bestiai conduceva
l'animale in un recinto circolare
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al centro del quale stava un grosso tronco biforcuto. La bestia
veniva catturata con un laccio e mentre due "bestiai" la rovesciavano
a terra e la legavano, un altro, preso il ferro arroventato,
la marcava a fuoco. |
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IL MAGGIO
Un
gruppo di “Maggiolatori” o “Maggiolaioli” composto di un piccolo
coro e da alcuni suonatori di fisarmonica e di altri strumenti,
se ne andava, un tempo, di podere in podere, così come ancora
oggi si ripete, nella notte fra il 30 Aprile ed il 1° Maggio.
Con un abbigliamento tutto particolare, all’insegna dei colori
e dei fiori, chiesto il permesso al “capoccia” il gruppo dava
il via alla sua cantata in ottava rima, dopodiché i mazzolini
di fiori dei maggiolatori offerti alle ragazze venivano contraccambiati
con uova, formaggio, vino o altri generi.
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STORIA E CULTURA
E’ difficile scegliere un solo simbolo in grado di riassumere
la molteplicità di apporti che nel corso di oltre trenta secoli
ha modellato la fascia costiera della Toscana ed il suo immediato
entroterra, facendone un immenso giacimento di risorse storiche,
artistiche e culturali che, grazie anche a un’attenta politica
di valorizzazione, si offrono a chi voglia cogliere la straordinaria
unicità di questo territorio: dove la natura incontaminata
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sopravvive
accanto alle tombe etrusche oppure agli scavi archeologici di
antiche città romane, a borghi e paesi che portano impressi
nelle pietre i segni del Medioevo o a complessi sistemi di fortificazione
rinascimentali.
Nei secoli passati la vita economica e culturale, i commerci
ed i traffici pulsavano nei borghi e nelle città costruiti al
riparo sulle alture e ancora oggi cinti da mura, con i loro
edifici civili merlati dalle belle facciate decorate con gli
stemmi dei podestà che si sono avvicendati alla loro guida.
Le torri di guardia, le porte ben difese, le rocche fortificate
erano |
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strumenti di controllo di un giacimento minerario, fi uno sbocco
al mare o di una importante via di comunicazione. Tutto l’entroterra
della Toscana è un susseguirsi di borghi di straordinario interesse
per la qualità del tessuto urbanistico e per gli edifici che
vi sono conservati: basti ricordare Suvereto, Campiglia, Roccastrada,
Chiusdino, Scarlino, Scansano, Caparbio e Pitigliano. Per il
turista curioso sono davvero molte le opportunità di scoprire,
a pochi chilometri dal mare, inattesi tesori d’arte e di storia.
Pievi sparse ed insigni monumenti religiosi. Sono innumerevoli
gli edifici che meritano una sosta per le loro forme architettoniche,
per i capolavori che custodiscono, per la storia spirituale
e la devozione |
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popolare di questa terra. Nella campagna tranquilla e silenziosa
della Maremma emergono da un lontano passato le vestigia degli
Etruschi. Guardano il Golfo di Baratti le tombe della necropoli
di Populonia, ed erano un tempo affacciate sulla laguna del
lago Prile le potenti città di Roselle e Vetulonia. Le antiche
città etrusche, i reperti e le testimonianze riconoscibili sul
territorio sono oggi al centro di articolati progetti di valorizzazione,
come il Parco archeologico-naturalistico Baratti-Populonia,
e nel Grossetano, il Parco della Civiltà etrusca che comprende
ben cinque distinte aree archeologiche. |
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NATURA E AMBIENTE
Dopo
Cecina la costa torna ad essere sabbiosa, con spiagge lunghe
fiancheggiate da estese pinete: tutte le località balneari,
da Castiglioncello a Marina di Castagneto-Donoratico, da San
Vincenzo a Follonica, da Punta Ala a Castiglione della Pescaia,
da Marina di Grosseto fino il confine con il Lazio, sono all’ombra
dei grandi pini domestici. Queste piante, spesso piantate
in sostituzione delle originarie foreste di leccio e di altre
essenze, fanno parte del paesaggio plasmato da almeno due
secoli di lavoro dell’uomo. Sono ormai parte integrante dell’immagine
della costa
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Toscana e costituiscono ambienti meritevoli di particolare tutela,
oltre che per l’abbondanza di vita che li caratterizza - dal
fitto sottobosco mediterraneo alla ricchissima fauna - per l’indiscutibile
richiamo turistico che esercitano, offrendo straordinarie opportunità
per passeggiate a piedi o in bicicletta o anche semplicemente
una piacevole ombra in alternativa ad una assolata giornata
di mare.Venti chilometri di costa sabbiosa intercalata da spuntoni
rocciosi ed articolata in splendide cale, privi di insediamenti
umani di alcun tipo e senza strada di accesso, se si |
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escludono alcune piste forestali chiuse al traffico: sono i
Monti dell’Uccellina, che dominano la parte centrale e meridionale
del Parco regionale della Maremma e culminano a 415 metri di
altezza nel poggio Lecci.Un’orografia accidentata ed una selva
fittissima hanno contribuito a fare sopravvivere uno dei pochi
angoli in Italia che si possano definire autenticamente incontaminati.
Il cinghiale, animale simbolo della Maremma, trova qui il proprio
ambiente naturale nel “forteto”, una consociazione vegetale
impenetrabile all’uomo, costituita dal leccio a da un sottobosco
di eriche e ginepri, reso inestricabile dalla presenza di arbusti
spinosi e liane. |
Fanno ormai parte di questo ambiente anche le mandrie di vacche
maremmane che pascolano allo stato brado nelle aree bonificate
o i cavalli dei butteri, frutto delle sapienti selezioni operate
da Etruschi e Romani in epoca antica, e dai Medici in un’epoca
a noi più vicina. Anticamente i Monti dell’Uccellina erano un’isola,
poi inglobati dalla piana alluvionale dell’Ombrone, fiume prodigo
di sabbie come la maggior parte dei corsi che hanno gradualmente
incorporato nella terraferma il Monte Argentario, la cui natura
isolana è ancora ben evidente, e il promontorio di Piombino,
ormai legato definitivamente al litorale.
Qui si vede l’altro volto della costa toscana: dopo le spiagge
sabbiose a la pineta, le pareti rocciose e frastagliate oltre
Populonia, dove si |
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ammirano
interessanti fenomeni di erosione delle scogliere e i fondali
limpidi ed azzurri delle Buche delle Fate. Due sottili tomboli
di sabbia collegano alla terraferma il Monte Argentario, e non
potrebbe esserci contrasto più netto e affascinante tra le pareti
rocciose e selvagge del monte Telegrafo (635 metri), coperte
dalla macchia mediterranea e la laguna immobile, il canneto
silenzioso dove nidificano le garzette e gli aironi: un ambiente
unico dove il ricambio delle acque è garantito da alcuni canali
e per lenta e naturale infiltrazione attraverso i due tomboli
sabbiosi. |
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TERME, SPORT E TEMPO LIBERO
La particolare ricchezza di acque termali e minerali, il clima
temperato, l’incomparabile bellezza dei luoghi in cui natura,
arte, storia e archeologia si fondono armonicamente hanno
reso numerosi centri della fascia costiera e dell’immediato
entroterra meta termale turistica di risonanza nazionale ed
internazionale.Le terme di questa parte della Toscana hanno
quasi tutte origini antichissime. Prima dei Romani, che notoriamente
amavano le località termali soprattutto come luoghi ludici
e di incontro, l’utilizzo delle acque minerali era già diffuso
presso gli Etruschi. Così a Saturnia o a Roselle.
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Altre terme si aggiunsero in epoca romana: i Bagni di Caldana,
le terme di Cascina, la fonte di acqua calda di Equi Terme e,
come ricordano Plinio e Marrone, quelle di San Giuliano. Anche
la fonte di Uliveto era già nota intorno al Mille. Unica eccezione
le terme di San Giovanni, all’isola d’Elba, che furono aperte
solo nel 1962 ed oggi sono uno dei maggiori centri di talassoterapia
d’Italia.Da almeno un secolo la costa toscana risponde alle
esigenze di un pubblico eterogeneo e senza età con un’organizzazione
turistica di livello internazionale capace di anticipare, anno
dopo anno, i gusti e le tendenze di successive generazioni.
Tutta la costa vanta numerosi stabilimenti balneari, spiagge
libere e un sistema di impianti ed attrezzature per la pratica
di ogni genere di sport marini. Sono numerosi i centri nautici
e le scuole di surf, windsurf e canoa. Se le vacanze al mare
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approfittano di una lunga stagione che, in ragione delle favorevoli
condizioni climatiche, dura almeno da maggio ad ottobre, la
fascia costiera e l’immediato entroterra offrono svariate opportunità
per l’attività all’aria aperta e a contatto con la natura da
praticare tutto l’anno. Tante sono le possibilità di sport all’aria
aperta nel territorio di Grosseto. A Roccastrada è stata realizzata
una rete di sentieri di quasi 150 chilometri suddivisa in otto
itinerari facili, ben segnalati e percorribili tutto l’anno.
Da Castiglione della Pescaia partono diversi percorsi a piedi
che arrivano nelle zone limitrofe, interessanti sia dal punto
di vista storico sia naturalistico: quello che arriva fino a
Principina a Mare attraverso una bella pineta attrezzata con
un percorso vita, è anche ciclabile. Nel Parco Naturale Regionale
della Maremma si può scegliere fra diverse gite a tema: |
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San Rabano, le torri di avvistamento, Cala di Forno, la Bocca
dell’Ombrone e Telamone, un itinerario forestale e faunistico.
Nel parco sono possibili anche escursioni in canoa lungo la
foce dell’Ombrone.La Toscana vanta una grande tradizione di
passione per la bicicletta e lungo le sue strade è facile incontrare
gruppi di dilettanti o anche di professionisti che si cimentano
con le pendenze più o meno accentuate dei rilievi collinari.
Itinerari appena più impegnativi risalgono i primi rilievi collinari
della Costa degli Etruschi o della Maremma, mentre per gli amanti
della mountain bike sarà un grande divertimento percorrere la
rete di sentieri che attraversa |
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boschi e foreste dell’interno. Chi invece preferisce andare
a cavallo non ha che l’imbarazzo della scelta. La Toscana è
la regione che vanta in assoluto la più alta percentuale di
maneggi e di centri ippici attrezzati per passeggiate a cavallo.Tra
i grandi appuntamenti che aprono la stagione lungo la costa
spicca il Carnevale, affermatosi come evento internazionale
caratterizzato dalla sfilata dei carri, sempre più complessi
e scenografici. Per gli amanti dell’opera, tradizionale appuntamento
il Festival Pucciniano di Torre del Lago fra luglio ed agosto,
proprio sulle rive di quelle acque che suggerirono al compositore
molte arie famose. Tra Pasqua e Pasquetta si volge il Palio
della Costa etrusca, durante il quale i cavalli ed i fantini
del Palio di Siena si sfidano montando a pelo sulla spiaggia
di San Vincenzo: un avvenimento suggestivo e molto seguito.
Due volte all’anno, il 20 maggio e la seconda domenica di agosto,
a Massa Marittima si svolge il Balestro del Girifalco, durante
il quale oltre ad un corteo in costume ed a esibizioni di sbandieratori,
i balestrieri si cimentano “al girifalco”, bersaglio a forma
di falco. Palii marinari invece il 15 agosto a Porto S. Stefano
(si tratta di una competizione fra quattro imbarcazioni vivacemente
dipinte in rappresentanza dei rioni del paese) e la prima domenica
dopo Ferragosto a Castiglione della Pescaia, dove si sfidano
le cinque contrade del paese. Per le Carriere del 19 agosto
Scarlino si trasforma in un borgo medioevale animato da attori-contradaioli
che recitano come in un grande teatro all’aperto. |
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